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Desidero raccontarvi
uno straordinario episodio che mi ha intensamente coinvolto in occasione
del Giorno della memoria di quest’anno e che ritengo debba essere portato
a conoscenza del maggior numero possibile di persone.
Nel 1995 è stata collocata
in piazza Garibaldi a Ravenna una lapide che riporta i nomi di una serie
di vittime della Shoà vissute a Ravenna per periodi più o meno lunghi. Tra
gli altri compaiono i nomi di mio zio, Armando Bachi, generale, morto a 60
anni, e di mio cugino, Roberto Bachi, morto a 14 anni, che hanno passato a
Ravenna solo un anno, nel 1937-38, in cui Roberto ha frequentato la quarta
elementare presso la Scuola Elementare Filippo Mordani.
Pochi mesi or sono, un
vecchio compagno di scuola di Roberto, casualmente soffermatosi a leggere
tale lapide, scopre il triste destino del suo amico, di cui aveva perso le
tracce ben 65 anni prima, a causa del trasferimento in altra sede del
padre. Insieme ad altri compagni che ancora vivono a Ravenna dà inizio ad
una sorprendente mobilitazione, il cui successo deriva soprattutto
dall’alto senso civico così diffuso in Romagna. Si rivolgono all’attuale
direttore didattico della loro vecchia scuola, Giorgio Gaudenzi, e trovano
in lui un entusiasta promotore di una rigorosa ricerca storica mirata a
coinvolgere gli studenti. Ne nasce il "Progetto Roberto Bachi", che
si pone l’obiettivo di celebrare le date del 27.01.2003 e 27.01.2004 con
un intenso coinvolgimento degli alunni.
La ricerca, eseguita anche
con la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età
contemporanea della Provincia di Parma, ha portato una prima importante
messe di frutti, tra cui la pagella di Roberto, una lettera da lui scritta
a un compagno malato, lo stato di servizio militare del padre, le lettere
scritte alla madre da ex deportati che ricostruiscono in parte i suoi
ultimi mesi di vita ad Auschwitz.
Il giorno 27.01.2003 si è
svolta nell’atrio della scuola Mordani una semplice ma toccante
celebrazione con la partecipazione attiva di alunni e insegnanti della
scuola elementare, di studenti delle medie e delle superiori, delle
autorità cittadine e provinciali e di parecchi compagni di classe ormai
75enni. L’ufficio del Presidente della Repubblica ha inviato un lungo e
articolato telegramma di apprezzamento ed elogio del progetto.
Anche i parenti, tra cui la
sottoscritta, sono stati invitati, dopo essere stati rintracciati con
accurate e difficili ricerche. Nel corso della commemorazione, sobria ed
intensa, cui i ragazzi hanno partecipato con sorprendente interesse
leggendo i documenti e le lettere sopraccitati, è stata scoperta una
lapide molto particolare. I promotori dell’iniziativa l’hanno voluta
grande, scritta in stampatello e con riportati i voti di Roberto, perché
possa suscitare emozioni negli alunni delle elementari col suo semplice,
forte messaggio, che termina significativamente con le parole "per
ricordare, capire, riflettere". È stato inoltre prodotto un video di 6
minuti che è stato trasmesso in continuazione in un’ala della scuola,
invitando tutti i partecipanti a prenderne visione: in esso sono riportati
i documenti raccolti su Roberto e le varie circolari diramate dal
Ministero relative all’espulsione dalle scuole degli studenti di razza
ebraica.
L’impegno e la volontà dei
promotori, e in particolare di Giorgio Gaudenzi, non si arrestano qui. Per
tutto l’anno continueranno le ricerche, coinvolgendo in particolare gli
studenti liceali, con l’obiettivo di arrivare alla pubblicazione di un
libro il 27.01.2004.
Emozionata e commossa da una
così toccante iniziativa, desidero ringraziare i compagni di Roberto e
quel meraviglioso Direttore Didattico, che ha saputo così magistralmente
trasformare un momento di commosso ricordo in un significativo
coinvolgimento delle nuove generazioni.
Sandra Fubini Bachi |