Filippo Mordani 

 

 

   Filippo Mordani dedica “ALLA GIOVENTU’ RAVEGNANA”  la sua opera pedagogico - didattica “VITE DI RAVEGNANI ILLUSTRI” – RAVENNA PER LE STAMPERIE DE’ ROVERI – 1837, avverte che gli illustri concittadini non sono presentati per ordine cronologico “…ma secondo il tempo, che mi venne fatto di raccogliere le memorie.”.

   La sua opera ha una esplicita  finalità pedagogica, infatti afferma in premessa “…è stato mio intendimento di mettere avanti gli occhi de’ giovani le virtu’ de’ nostri passati, onde accendere gli animi loro alle opere onorate e magnanime.”. Vuole anche smentire con forza  “il celebre piemontese” Carlo Denima convinto che Ravenna per gli ultimi otto secoli non è stata in grado di produrre intellettuali degni di inserirsi a pieno titolo “…nella storia dello spirito umano.”.

   Mordani pare preoccupato per un territorio in cui i giovani non hanno memoria del proprio passato e, dunque , teme siano disorientati verso un futuro che rapido avanza; ed è qui che la sua lezione pare ancora attuale ai nostri tempi. Per questa sua preoccupazione di non disperdere gli esempi di vita e i prodotti culturali dei suoi concittadini, si può considerare un esempio di educatore  attento alla formazione delle giovani generazioni; ovviamente , considerato il periodo storico, si rivolge a giovani di nobili origini, benestanti, persone acculturate .

   Vale la pena ricordare che nel 1861 nel Regno d’Italia il 74,7% di cittadini di sei anni e oltre risultava analfabeta. (CIVES GIACOMO – a cura di – LA SCUOLA ITALIANA DALL’UNITA’ AI GIORNI NOSTRI, LA NUOVA ITALIA, FIRENZE, 1998).

   Quando nel 1837 scrive la sua opera sui ravennati illustri è evidente che i tumultuosi avvenimenti dei primi quarant’anni del XIX secolo non gli sono stati indifferenti, infatti nel raccontare la vita di Paolo Costa, letterato e filosofo che prese direttamente parte agli avvenimenti politici durante la repubblica Cisalpina aderendo al movimento liberale, vi è una partecipazione  commossa alle dolorose vicende dell’amico per il quale nutre profondo rispetto e considerazione sia come intellettuale che come patriota. Probabilmente non è nemmeno un caso che la vita del Costa venga narrata a conclusione di un’ opera che ha indubbiamente anche lo scopo di suscitare sentimenti liberali e simpatie verso chi prospetta un nuovo ordine politico diverso da quello rappresentato dallo Stato della Chiesa. E’ convinta ammirazione ciò che prova il Mordani nei confronti del Costa quando quest’ ultimo, coinvolto nei moti del 1831, deve riparare nello stesso anno a Corfu’. Infine, grande è il dolore per l’amico che, rientrato a Bologna nel 1836, vi muore nello stesso anno per i postumi di un intervento chirurgico.

Biografia

del Prof. Filippo Mordani

che visse per circa 90 anni una vita  “integra e semplice”

¨      nacque l’8.09.1797 da Antonio e Annuziata Mazzotti;

¨      giovanetto fece i primi suoi studi a cattive scuole in patria”, poi rivelate le sue doti intellettuali non comuni, fu allievo di Mons. Pellegrino Farini;

¨      il padre lo voleva avviato alla professione di notaro;

¨      A 25 (1822) anni il Cardinal Legato lo autorizza a tenere una pubblica scuola di belle lettere;

¨      A 29 anni (1836) è maestro di grammatica al ginnasio di Ravenna, lo sarà per 15 anni; è  chiamato nello stesso periodo ad insegnare belle lettere in Lugo, Cesena, Forlì e Macerata;

¨      Traduttore di classici greci e latini: Omero, Petronio arbitro;

¨      Nel 1826 scrive saggi sulle vite del Rossi e Mons. Crispino Mazzotti, in seguito ne pubblica 46 tutte di illustri ravennati; queste 46 vengono pubblicate nel giornale arcadico di Roma nel 1833, per ciò fu lodato dal Betti, Strocchi, Marchetti e Fornaciari;

¨      Nel 1831 si schiera a favore dei moti, ciò gli valse rapporti più stretti con patriotti ravennati quali: Della Valle Antonio, Lovatelli conte Francesco, Farini Carlo Luigi, Rasponi conte Tullo, Camerani Antonio;

¨      Per motivi politici il Governo Pontificio contrastò, nel 1842, la sua nomina nella cattedra di belle lettere dello Strocchi;

¨      Ricordato per il suo “fare timido e dimesso” e per “sicura fede repubblicana”, fu incaricato di scrivere il manifesto politico dei moti di Calabria del 1843; abortito quel moto furono banditi dalla patria il Farini, il Rasponi , il Lovatelli e il Mordani rimase uno dei pochi punti di riferimento per i patriotti ravennati;

¨      Dal 1833 al 1843 stringe amicizia con Paolo Costa e P. Cesari, col Giordani;

¨      Scrive le vite di Perticari, Costa, Byron, elogi e novelle diverse ristampate a Ravenna nel 1842, 3^ edizione a Bologna nel 1847;

¨      Nel 1848, non condividendone la linea politica, rifiutò la presidenza del “circolo popolare politico” il quale, tuttavia, lo propose come candidato alla Costituente Romana ;

¨      Nel 1849 viene eletto alla Costituente Romana con ampio favore di voti: 9.355;

¨      A Roma instaura amicizie con i componenti l’Assemblea e s’interessa anche di quella parte di Roma detta la “città dei Ravennati” perché in antico abitata dalla milizia navale di Ravenna;

¨      Entrati in Roma i Francesi per la porta di S.Pancrazio per ripristinare il potere papale, pur a Repubblica agonizzante è presente all’ultima riunione a Montecitorio;

¨      Parte da Roma il7.07.1849, è a Ravenna il 13, nella notte dal 14 al 15 viene condotto nelle carceri di S. Vitale condotto dagli sgherri del Papa e dai soldati Croati;

¨      In attesa del processo viene ristretto nel convento di Porto, a novembre del 1849 viene privato di cattedra ed esiliato in Toscana;

¨      Sempre nel novembre del 1849 è a Firenze nel Granducato di Toscana, gli amici vorrebbero fargli ottenere la grazia che non viene concessa proprio per essere stato deputato alla Costituente Romana;

¨      A Firenze stringe amicizia col Manuzzi, Ranalli, P. Bresciani, di cui condivide le opinioni letterarie;

¨      Sul finire del 1855 grazie ai “benevoli uffici” del conte Giuseppe Pasolini, rimpatriò temporaneamente;

¨      Nel 1855 si sposa con Francesca Viscardi faentina, con la quale visse 9 anni (la Viscardi morì nel 1864);

¨      Nel 1854, riviste ed ampliate tutte le sue opere, le ristampa e le invia a Genova al conte Terenzio Mamiani che lo invita ad insegnare in un collegio;

¨      Nel 1857 è con la moglie in Toscana;

¨      Nel 1858, invitato dal marchese Ignazio Guiccioli, rivede Venezia;

¨      Nel 1858 ritorna a Ravenna dove “fu qui preso da così violento mal di capo e degli occhi da rendergli impossibile qualsivoglia applicazione del leggere o scrivere “;

¨      Nel 1859 eletto all’Assemblea Nazionale di Bologna partecipa al voto per “la decadenza del potere temporale del Papa nelle Romagne”;

¨      Entra negli Anziani Municipali, poi è membro della Società Lafariana, è Deputato Provinciale per le Scuole di Ravenna , viene nominato socio della Deputazione di Storia Patria per le Romagne in Bologna;

¨      Nel 1861 è chiamato alla cattedra di letteratura italiana nel Regio Liceo di Faenza, non accettò per motivi di salute;

¨      Nel 1865 per motivi di salute e difficoltà di adattarsi al clima ravennate, si trasferisce a Forlì dove “fermava la sua residenza”;

¨      Nel 1863 presso la tipografia Pietro Conti di Faenza, stampa l’ “Appendice prima “ alle sue opere con breve storia genealogica della famiglia Mordani, 100 iscrizioni tradotte dal greco e latino, un frammento di dialogo l’ “Esiglio” e la “Vita di Edoardo Fabri”;

¨      Nel 1865 è al centenario di Dante, di cui furono rinvenute le ossa , ne dettò le iscrizioni e volle apporre la propria firma all’atto che suggellò il richiudimento del corpo nel sepolcro;

¨      Dal 1863 al 1873 lavorò sulle vite di Rossini ravennate incisore ed architetto, il Buffalini, Landoni, Cappi, il Monti. Tali lavori furono pubblicati dal Barbéra di Firenze nel 1874 , furono gli ultimi lavori per essergli indebolita straordinariamente la vista;

¨      Il Governo lo nominò Cavaliere dell’Ordine Mauriziano e Commendatore della Corona d’Italia. Fece parte di diverse Accademie letterarie tra cui la nostra di Belle Arti nel 1841;

¨      Fu nella Socità Massonica col grado XVIII . F.M.;

¨      Il 25 novembre 1862 con Regio Decreto del 25.11.1862 fu chiamato nella “Commissione per la scelta e l’esame de’ libri di testo per le scuole del Regno” con Aldo Vannucci, Augusto Conti, Vito Fornari e Gian Maria Bussedi;

¨      Il 20 settembre 1886 spirò a Forlì, furono solenni le esequie resegli dal popolo forlivese: R. Prefetto, Giunta Municipale di Forlì e Ravenna, R. Provveditore delli studii e una rappresentanza della Società Pinetofila di Ravenna. Parole di “sommo elogio e compianto” furono pronunciate da Ugo Burnazzi Sindaco di Ravenna, dall’avv. Cicognani Assessore di Forlì e dall’avv. Garzolini di Ravenna per la società dei Pinetofili;

¨      Il Sindaco di Ravenna, in tale occasione, “fe’ nota la volontà del Comune Ravignano di offrire alle mortali reliquie dell’onorando patriotta, del filologo insigne, del maestro utilissimo una tomba degna di lui e del suo luogo nativo, nella nuova necropoli ravennate". ( ATTI DELLA PROVINCIALE ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI IN RAVENNA PER GLI ANNI  1886 – 1887 – 1888. 1887 COMPILATI DAL CAV. INGEGNERE ROMOLO CONTI – RAVENNA TIPOGRAFIA CALDERINI – 1890 – ATTI DEGLI ANNI 1888 – 1889,  da pag. 179 a pag. 192 )

Altre notizie biografiche

sul Mordani in Lorenzo Miserocchi “RAVENNA E RAVENNATI NEL SECOLO XIX – MEMORIE E NOTIZIE – RAVENNA SOCIETA’ TIPO EDITRICE RAVENNATE E MUTILATI – 1927”

¨      Nel 1849 per la Commissione di Governo provvisorio a Ravenna vennero eletti: Cappi conte Alessandro, Cavalli marchese Vincenzo, Rasponi Bonanzi conte Cesare. Per l’Assemblea Costituente Romana Italiana fra i 12 deputati da eleggere nei Collegi elettorali della Provincia di Ravenna nelle votazioni del 28.01.1849 rientrarono: Guiccioli marchese Ignazio 1° degli eletti con voti 9.575, Mordani Filippo 2° con voti 9355e 12° Monghini Antonio con 6.412 preferenze; gli aventi diritto al voto erano 10.382. Guiccioli marchese Ignazio fu nominato ministro delle finanze del Comitato Esecutivo della Repubblica nel 1° Ministero da cui si ritirò nel maggio seguente. Ministro della pubblica istruzione e Presidente del Consiglio dei Ministri era Carlo Emanuele Mazzucchelli ( pagg. 79 – 80 ).

¨      Mordani insegna al Collegio di Ravenna prima grammatica poi eloquenza. Appartenne alla scuola dei puristi che riconosceva in Antonio Cesari il proprio maestro. Fu amico di Perticari, Giordani, Marchetti, Pepoli, Costa e Ariel. E’ stato scritto un ampio saggio biografico su Mordani da parte della concittadina Prof. Giuseppina Sassi: “Filippo Mordani e i suoi tempi (1797 – 1886 )” in cui l’autrice esamina le relazioni politiche e letterarie instaurate ai suoi tempi. Il volume di pag. 102 è estratto dalla rivista “La Romagna”, pubblicato a puntate da giugno (1923) e mesi seguenti ( pag. 160 ).


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