|
¨
nacque l’8.09.1797 da
Antonio e Annuziata Mazzotti;
¨
“giovanetto
fece i primi suoi studi a cattive scuole in patria”, poi rivelate le sue
doti intellettuali non comuni, fu allievo di Mons. Pellegrino Farini;
¨
il padre lo voleva avviato
alla professione di notaro;
¨
A 25 (1822)
anni il Cardinal Legato lo autorizza a tenere una pubblica scuola di belle
lettere;
¨
A 29 anni
(1836) è maestro di grammatica al ginnasio di Ravenna, lo sarà per 15
anni; è chiamato nello stesso periodo ad insegnare belle lettere in Lugo,
Cesena, Forlì e Macerata;
¨
Traduttore
di classici greci e latini: Omero, Petronio arbitro;
¨
Nel
1826 scrive saggi sulle vite del Rossi e Mons. Crispino Mazzotti, in
seguito ne pubblica 46 tutte di illustri ravennati; queste 46 vengono
pubblicate nel giornale arcadico di Roma nel 1833, per ciò fu lodato dal
Betti, Strocchi, Marchetti e Fornaciari;
¨
Nel
1831 si schiera a favore dei moti, ciò gli valse rapporti più stretti con
patriotti ravennati quali: Della Valle Antonio, Lovatelli conte Francesco,
Farini Carlo Luigi, Rasponi conte Tullo, Camerani Antonio;
¨
Per
motivi politici il Governo Pontificio contrastò, nel 1842, la sua nomina
nella cattedra di belle lettere dello Strocchi;
¨
Ricordato
per il suo “fare timido e dimesso” e per “sicura fede repubblicana”, fu
incaricato di scrivere il manifesto politico dei moti di Calabria del
1843; abortito quel moto furono banditi dalla patria il Farini, il Rasponi
, il Lovatelli e il Mordani rimase uno dei pochi punti di riferimento per
i patriotti ravennati;
¨
Dal
1833 al 1843 stringe amicizia con Paolo Costa e P. Cesari, col Giordani;
¨
Scrive
le vite di Perticari, Costa, Byron, elogi e novelle diverse ristampate a
Ravenna nel 1842, 3^ edizione a Bologna nel 1847;
¨
Nel
1848, non condividendone la linea politica, rifiutò la presidenza del
“circolo popolare politico” il quale, tuttavia, lo propose come candidato
alla Costituente Romana ;
¨
Nel 1849
viene eletto alla Costituente Romana con ampio favore di voti: 9.355;
¨
A
Roma instaura amicizie con i componenti l’Assemblea e s’interessa anche di
quella parte di Roma detta la “città dei Ravennati” perché in antico
abitata dalla milizia navale di Ravenna;
¨
Entrati
in Roma i Francesi per la porta di S.Pancrazio per ripristinare il potere
papale, pur a Repubblica agonizzante è presente all’ultima riunione a
Montecitorio;
¨
Parte
da Roma il7.07.1849, è a Ravenna il 13, nella notte dal 14 al 15 viene
condotto nelle carceri di S. Vitale condotto dagli sgherri del Papa e dai
soldati Croati;
¨
In
attesa del processo viene ristretto nel convento di Porto, a novembre del
1849 viene privato di cattedra ed esiliato in Toscana;
¨
Sempre
nel novembre del 1849 è a Firenze nel Granducato di Toscana, gli amici
vorrebbero fargli ottenere la grazia che non viene concessa proprio per
essere stato deputato alla Costituente Romana;
¨
A
Firenze stringe amicizia col Manuzzi, Ranalli, P. Bresciani, di cui
condivide le opinioni letterarie;
¨
Sul
finire del 1855 grazie ai “benevoli uffici” del conte Giuseppe Pasolini,
rimpatriò temporaneamente;
¨
Nel 1855
si sposa con Francesca Viscardi faentina, con la quale visse 9 anni (la
Viscardi morì nel 1864);
¨
Nel
1854, riviste ed ampliate tutte le sue opere, le ristampa e le invia a
Genova al conte Terenzio Mamiani che lo invita ad insegnare in un
collegio;
¨
Nel
1857 è con la moglie in Toscana;
¨
Nel
1858, invitato dal marchese Ignazio Guiccioli, rivede Venezia;
¨
Nel
1858 ritorna a Ravenna dove “fu qui preso da così violento mal di capo e
degli occhi da rendergli impossibile qualsivoglia applicazione del leggere
o scrivere “;
¨
Nel
1859 eletto all’Assemblea Nazionale di Bologna partecipa al voto per “la
decadenza del potere temporale del Papa nelle Romagne”;
¨
Entra
negli Anziani Municipali, poi è membro della Società Lafariana, è Deputato
Provinciale per le Scuole di Ravenna , viene nominato socio della
Deputazione di Storia Patria per le Romagne in Bologna;
¨
Nel
1861 è chiamato alla cattedra di letteratura italiana nel Regio Liceo di
Faenza, non accettò per motivi di salute;
¨
Nel
1865 per motivi di salute e difficoltà di adattarsi al clima ravennate, si
trasferisce a Forlì dove “fermava la sua residenza”;
¨
Nel
1863 presso la tipografia Pietro Conti di Faenza, stampa l’ “Appendice
prima “ alle sue opere con breve storia genealogica della famiglia Mordani,
100 iscrizioni tradotte dal greco e latino, un frammento di dialogo l’
“Esiglio” e la “Vita di Edoardo Fabri”;
¨
Nel
1865 è al centenario di Dante, di cui furono rinvenute le ossa , ne dettò
le iscrizioni e volle apporre la propria firma all’atto che suggellò il
richiudimento del corpo nel sepolcro;
¨
Dal
1863 al 1873 lavorò sulle vite di Rossini ravennate incisore ed
architetto, il Buffalini, Landoni, Cappi, il Monti. Tali lavori furono
pubblicati dal Barbéra di Firenze nel 1874 , furono gli ultimi lavori per
essergli indebolita straordinariamente la vista;
¨
Il
Governo lo nominò Cavaliere dell’Ordine Mauriziano e Commendatore della
Corona d’Italia. Fece parte di diverse Accademie letterarie tra cui la
nostra di Belle Arti nel 1841;
¨
Fu
nella Socità Massonica col grado XVIII . F.M.;
¨
Il
25 novembre 1862 con Regio Decreto del 25.11.1862 fu chiamato nella
“Commissione per la scelta e l’esame de’ libri di testo per le scuole del
Regno” con Aldo Vannucci, Augusto Conti, Vito Fornari e Gian Maria Bussedi;
¨
Il
20 settembre 1886 spirò a Forlì, furono solenni le esequie resegli dal
popolo forlivese: R. Prefetto, Giunta Municipale di Forlì e Ravenna, R.
Provveditore delli studii e una rappresentanza della Società Pinetofila di
Ravenna. Parole di “sommo elogio e compianto” furono pronunciate da Ugo
Burnazzi Sindaco di Ravenna, dall’avv. Cicognani Assessore di Forlì e
dall’avv. Garzolini di Ravenna per la società dei Pinetofili;
¨
Il
Sindaco di Ravenna, in tale occasione, “fe’ nota la volontà del Comune
Ravignano di offrire alle mortali reliquie dell’onorando patriotta, del
filologo insigne, del maestro utilissimo una tomba degna di lui e del suo
luogo nativo, nella nuova necropoli ravennate". ( ATTI DELLA PROVINCIALE
ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI IN RAVENNA PER GLI ANNI 1886 – 1887 – 1888.
1887 COMPILATI DAL CAV. INGEGNERE ROMOLO CONTI – RAVENNA TIPOGRAFIA CALDERINI – 1890 – ATTI DEGLI
ANNI 1888 – 1889, da pag. 179 a pag. 192 ) |