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Il 2° Circolo didattico di Ravenna, in collaborazione con altre scuole
della città: “Istituto Comprensivo Mario Montanari”, Liceo ginnasio
“Dante Alighieri”, realizzerà un percorso storico - didattico di
riflessione sulle leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini
ebrei, la prigionia, la morte….
Ci si collegherà alla Legge 20 luglio 2000, n. 211 e alle Circolari
applicative del MIUR che invitano a riflettere sulle persecuzioni e
sullo sterminio del popolo ebraico e sugli italiani che hanno subito la
deportazione, la prigionia e la morte. Lo scopo dell’iniziativa è di
sensibilizzare gli scolari e gli studenti su quegli avvenimenti storici
che hanno prodotto e realizzato persecuzioni e genocidi attraverso
regimi totalitari. L’iniziativa muove dalla volontà di questa
direzione didattica e diversi ex allievi dell’a.sc. 1937-38 della IV
classe della Scuola elementare “F.Mordani” di Ravenna, di ricordare
l’alunno e compagno di scuola Roberto Bachi, arrestato dai tedeschi il
6.12.1943 e deceduto ad Auschwitz in data ignota.
Ma chi era Roberto Bachi? Roberto Bachi era un ragazzo ebreo, figlio di
Armando e Bassani Ines, nacque a Torino il 12 marzo 1929. Giunse a
Ravenna da Torino l' 11.10.1937, a seguito del trasferimento del padre
che cessava dalla carica di capo di stato maggiore del comando
d’armata di Torino, per assumere il comando della divisione di
fanteria Rubicone di stanza a Ravenna. Il Comando aveva sede presso il
cosiddetto palazzo Guiccioli di via Cavour che nel 1917 fu venduto al
Ministero della Guerra ed è poco distante dalla scuola elementare
“F.Mordani” frequentata da Roberto.
Il padre Armando, nato a Verona il 17 gennaio 1883, fu nominato,
proveniente dall’accademia militare, sottotenente di artiglieria nel
1903; partecipò come maggiore e tenente colonnello di artiglieria alle
operazioni sul fronte durante la Grande Guerra dove, per le prove di
ardimento e coraggio dimostrati durante le numerose ricognizioni
compiute sotto il fuoco nemico sul Monte Ortigara, gli fu concessa la
croce di guerra al valor militare che si aggiunse ad altre decorazioni
ottenute nel corso della carriera. Fu dispensato dal servizio il 1°
gennaio 1939 e collocato in congedo assoluto ai sensi degli articoli n.1
e n.16 del R.D. legge 22.12.1938 XVII n.2111. Arrestato da tedeschi
insieme al figlio il 17.10.1943 fu ucciso, probabilmente perché già
sessantenne, al suo arrivo ad Auschwitz nel dicembre 1943.
Roberto era un ottimo scolaro: 16 assenze annuali giustificate.
Condotta: lodevole. Volontà e carattere dimostrati nella ginnastica e
nei giuochi: lodevole. Rispetto all'igiene e pulizia della persona:
lodevole. Religione, (manca il voto annuo di profitto). Canto: lodevole.
Disegno e bella scrittura: buono. Lettura espressiva e recitazione:
lodevole. Ortografia - Lettura ed esercitazioni scritte: buono.
Aritmetica e contabilità: buono. Geografia: lodevole. Storia: lodevole.
Scienze fisiche naturali e nozioni d'igiene: lodevole. Cultura fascista:
lodevole. Lavoro donnesco e lavoro manuale: lodevole. Educazione fisica:
lodevole. Osservazioni: esonerato per la religione.
“Ultima residenza nota: Parma. Arrestato a Torrechiara (PR) il
17.10.1943 da tedeschi. Detenuto a Milano carcere. Deportato da Milano
il 6.12.1943 ad Auschwitz. Matricola n. 167973. Deceduto ad Auschwitz in
data ignota. Fonte 1a, convoglio 05.” (Picciotto
Liliana, Il libro della memoria, Mursia, Milano, 2002, pag.127).
La madre Bassani Ines nacque a Parma il 15.03.1891. Tutta la famiglia,
dal 20.09.1938, è a Piacenza quando il generale Bachi assume il
comando della Divisione Motorizzata Po. La Sig.ra Bassani é assente
durante l’arresto del marito e del figlio. Di lei rimane una
drammatica e struggente testimonianza sull’arresto dei suoi cari in
una lettera scritta ad un’amica ravennate: “Seppi da un amico del
loro arresto e che venivano portati via in treno – corsi alla stazione
e vidi il treno già lontano – caddi svenuta sul marciapiede – non
li ho visti più, non ne ho più saputo nulla”. (Caravita Gregorio,
Ebrei in Romagna (1938 – 1945) Dalle leggi razziali allo sterminio,
Longo Editore, Ravenna, 1991, pag.428).
Il 17 ottobre 1993 nel cinquantenario dell’arresto, lo zio di Roberto,
dott. Giacomo Bassani, così li ricorda sulla “Gazzetta di Parma”:
“…Il 15 ottobre 1943 venivano prelevati da un ospitale rifugio a
Torrechiara, il Generale di Divisione Armando Bachi ed il figlio Roberto
di 14 anni. Da quel giorno ebbe inizio il loro inenarrabile martirio che
si concluse per il padre il 6 febbraio 1944 nelle camere a gas di
Auschwitz – Birkenau, per Roberto in un imprecisato giorno
dell’autunno 1944 ad Auschwitz – Monowitz.
La affranta moglie e mamma Ines Bachi Bassani sopravvisse 27 desolati
anni. La Sua anima si ricongiunse con la Loro il 29 ottobre 1971.
A distanza di 50 anni, Giacomo Bassani con la famiglia e la cara
Giulietta Balma, ricorda, con la medesima angoscia, la tragedia degli
amati congiunti.
Non per rinfocolare l’odio. Ma perché chi allora viveva, sempre
ricordi e tenga vivo il ricordo a chi allora non era nato.
Solo la costante memoria di tutte le aberrazioni umane, potrà evitare
il loro ripetersi.” (Fondo Armando e Roberto Bachi – Istituto
Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma)
Gli argomenti che verranno affrontati dai docenti, con didattiche
adeguate alle età degli alunni/studenti, riguarderanno: la memoria (il
significato/il senso del ricordare come non dover dimenticare).
L’identità (Chi era? Che cosa sarebbe potuto diventare, se Roberto
fosse vissuto. Chi ero? Chi sono? Cosa potrei diventare?). Dalle storie
personali alla Storia. La parola ebreo. Ebrei a Ravenna. Le “tracce”
lasciate a Ravenna da Roberto (le foto e la lettera a Silvano Rosetti
compagno ricoverato in ospedale e qui pubblicate, sono state donate dai
compagni di scuola. Ricerche d’archivio e bibliografiche per una
ricostruzione della cultura del razzismo. Effetti delle leggi razziali.
Il progetto avrà durata biennale: nell’anno scolastico in corso si
svilupperanno lo studio e le riflessioni degli studenti seguendo le
ipotesi didattiche avviate nelle classi partecipanti. Il 27 gennaio 2003
verrà scoperta, nell’atrio della scuola “F.Mordani” di Ravenna,
una lapide che ricorderà Roberto. In tale occasione saranno presenti le
rappresentanze degli alunni di ieri e di oggi, le autorità locali e la
cittadinanza (Comune, Provincia, Facoltà di Conservazione dei Beni
Culturali dell’Università di Bologna, hanno concesso il patrocinio ed
è stata chiesta l’adesione del Presidente della Repubblica).
Si prevede, poi, di raccogliere in una breve pubblicazione le
riflessioni effettuate dagli studenti sui fatti e documenti studiati.
Tale pubblicazione verrà presentata il successivo 27 gennaio 2004 come
strumento di lavoro per i docenti e per suscitare interesse
sull’argomento da parte di altri ragazzi della città. Si prevedono
riconoscimenti per i lavori meritevoli che verranno presentati dalla
varie classi aderenti all’iniziativa.
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La copertina del libro |
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27 Gennaio 2004
Presentazione del Libro
Rassegna stampa |
Si è
proceduto alla costituzione di un Comitato “Roberto Bachi”,
all’interno del quale si è formato un comitato scientifico. Il
Comitato svilupperà iniziative secondo i contenuti della Legge 20
luglio 2000, n. 211.
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